IL TUO NON ESTISTERE: DROGA

27.12.2012 08:08

Ci hanno definiti fuori moda, superati, retrò di almeno trent'anni, perché siamo in antitesi con il "politicalcorrect", perché rifiutiamo il comune pensare libero oltre ogni regola, perché tutt'oggi riteniamo che materialismo e droga, relativismo e aborto, non sono filosofia e azione da tollerare! Queste sono per noi  solo da combattere! Siamo Cristiani capaci di inchinarci solo al nostro Signore Gesù Cristo, vuoi anche tolleranti verso altro credo, ma consapevoli di difendere la nostra Fede sino al martirio. Abbiamo premesso ciò per far comprendere quello che con assoluta decisione nei prossimi anni la nostra iniziativa porterà avanti. 
Non è ammissibile che nel terzo millennio si muoia ancora di droga e quasi non se ne parla più; che nel terzo millennio per apparire diversi,  migliori, trasgressivi bisogna mascherarsi la faccia con il plumbeo volto della droga, perché è con questo "schifo", così come la definiscono gli ex tossicodipendenti, che colui che ne fa uso riesce a superare ansie, repressioni, incapacità di comunicare, è così che riesce meglio a mostrare al mondo una maschera diversa, riuscendo ad approcciarsi all'altro sesso con falsa virilità trasformandosi in animale da monta, ... mettendo in luce, purtroppo, una profonda voragine interiore colma di niente. Il niente che per queste povere vittime è "dio" sull'altare del quale si può immolare se stessi e i compagni dello stesso destino.Il " dio" della lussuria, del potere, del denaro, del successo da raggiungere a tutti costi ... e quando lo hai  raggiunto ti rendi conto di trovarti in un orizzonte così limitato che non ti soddisfa più e devi  inseguire un altro traguardo di cartapesta aiutandoti con tutte le sostanze che il mercato ti offre, ed infine sprofondi nel baratro della solitudine dove ti senti un ammasso di letame, schivato da tutti, allontanato persino da chi qualche istante prima ti aveva osannato per le tue capacità. Ti ritrovi a navigare a vista in una dimensione dove non vedi un orizzonte, un faro che possa guidare la tua triste giornata, ed una inquietudine interiore ti comincia a tormentare, hai capito che hai sbagliato tutto, che chi doveva forse, non ti ha insegnato niente. E' davvero increscioso che malgrado il numero di vittime per droga, oggi, i mass-media non ritengono che sia argomento che fa "spettacolo". In parte lo possiamo anche capire la cocaina è il vizietto della top-class quindi non conviene alzare polveroni su questi argomenti, "roba da anni settanta", e pensare che con gli introiti del malaffare della droga si potrebbe sfamare il pianeta per i prossimi cento anni.Perché parlare ancora di droga sembra quasi una vera ossessione, è di potere che dobbiamo parlare, quella sensazione di dominio del prossimo che fa tanto bene al proprio io, tutto in una incapacità di guardare l'universo in cui viviamo in maniera tridimensionale. Se alzassimo lo sguardo sopra il nostro naso ed uscissimo da quella stretta morsa della nostra dimensione finita, capiremmo di appartenere ad un progetto più grande della nostra tasca o del nostro desiderio di dominio sull'altro; se fossimo stati creati per il solo potere, o per la ricchezza, o per il piacere, che senso avrebbe il nostro esistere, potremmo essere solo animali e sarebbe un "non esistere". C'è qualcosa che l'uomo cerca ma non riesce o forse non vuole trovare: è quella Luce che da secoli brilla nella mente e nel cuore dei saggi, è quella "filosofia viva" che detta l'unica profonda condizione per vivere secondo natura, che stabilisce il rispetto del prossimo, che detta dieci comandi da rispettare per amare, che ti fa sentire protagonista della tua vita e contemporaneamente tassello imprescindibile del creato. Quando la deriva di questo mondo capirà che al timone della nave non deve stare un comandante ubriaco, ma dobbiamo riporre quell'Uomo che ha la consapevolezza di dover guidare con sacrificio secondo onestà, lealtà, ed altruismo, sarà solo allora che ritroveremo il nostro cammino, i nostri progetti edificheranno il nostro piccolo mondo, e volgendoci dietro durante la nostra esistenza saremmo lieti di non trovare più i cumuli di macerie della nostra nullità. 

Dott. Giuseppe Conti